San Geminiano – Parma notizie storiche
dal sig. Mazzoni
Ci sono notizie storiche
che indicano la frazione di San Geminiano, di antichissime origini.
Negli archivi di Don Drei è menzionata la frazione di San Geminiano, infatti nel 1182 ci fu una disputa in cui il parroco di Martorano sosteneva che S. Geminiano appartenesse alla sua parrocchia, cosicchè venne espressa la richiesta della testimonianza di un certo Alberto Perborelli, il quale sosteneva che invece dipendeva da S. Quintino di Parma, da oltre cinquant’anni. Dopo la seconda guerra mondiale, racconta 

Monticelli portava a Montecchio passando tra i terreni per arrivare alla chiesetta (Oratorio del Romito )posto sotto villa Vignazza, dove era un frate barcaiolo, addetto all’attraversamento del fiume, andando a nord il canale attraversa le case dove alimenta un mulino per la lavorazione del grano in farina, era interrotto dalle chiuse che si azionavano a mano sollevando delle lastre di metallo e che ora 2014 sono automatizzate con motori elettrici, queste dividevano le acque indirizzandole verso i campi lato Parma oppure verso San Ilario, dove arrivano passando sotto il fiume Enza, con un sistema idraulico detto sifone . Il Boracion era la confluenza dei due rivoli, dove sono i numeri civici 47,45,43 erano, a detta degli anziani, il mare degli abitanti di Monticelli e dintorni, certo non c’erano ancora le terme, in questo gruppo di case si racconta che in passato era un convento di suore (non ho documenti al riguardo) e l’ultima propietaria fine 800 inizi 900,era una signora proveniente dalla Svizzera, che fece una fornace ( Un pentolone in rame su di un fuoco) per la produzione di forme di formaggio, sul posto vi erano due piccole stalle con 4/5 mucche, altro latte arrivava con carretto tirato da un asino dalle stalle vicine, si produceva una forma al giorno e le forme venivano salate nel vascone sul posto. Ora dopo anni vi è inizio paese lato sud ,un cooperativa di produzione del Parmigiano Reggiano. Domanda, poteva essere questa signora la stessa contessa Picenardi? Si racconta anche che la casa dei Candian e la casa di fronte ad essa , fossero due conventi( Indagheremo per saperne di più), mentre una storia del passato viene ancora ricordata, si tratta di una ragazza di San Ilario che venne a servizio presso una famiglia benestante, sulla via Resga , tra la via Emilia e san Geminiano. Si racconta che la poverina venne uccisa , gettata nel pozzo, un pozzo a spade, un di quelli , da cui non si esce vivo e ai genitori venne detto che se ne andò. All’epoca non vi era la strada della Resga e nemmeno il ponte sul fiume Enza, l’unico passaggio lo dava un barcaiolo che dal lato est della riva portava la gente al lato opposto il suo nome era Paradiso, ancora oggi vi sono gli eredi che vivono li , nei pressi della zona dove fanno le feste estive (zona Ghiara), lato sud di san Ilario, appena sotto le casse di espansione nord.
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San Geminiano PR primo caseificio di Montechiarugolo












