
Non sai bene quando succede: un giorno ti senti la protagonista del suo film, il giorno dopo diventi
la comparsa del tuo. Ti abitui alle montagne russe emotive, ai silenzi che pesano più delle parole,
alle attenzioni che arrivano solo quando lui decide.
All’inizio era perfetto: ti ascoltava, ti faceva ridere, ti sembrava di aver trovato finalmente qualcunocapace di leggerti dentro. E invece ti stava studiando. Il narcisista non ti ama: ti sceglie perché
rifletti la sua immagine migliore, e quando smetti di brillarci dentro, ti spegne.
Ci caschiamo in tante, anche dopo i quarant’anni, anche dopo aver detto “a me non succederà mai”.
Perché il narcisista non arriva con la faccia del cattivo, ma con quella del salvatore. E quando ti
accorgi che il prezzo da pagare è la tua autostima, è già tardi: ti senti vuota, confusa, con la
sensazione che tutto sia colpa tua.
Ma non lo è.
Uscire da una relazione tossica non è questione di forza, è una forma di guarigione lenta.
Serve tempo per risentire la propria voce, per dire “no” senza paura, per riconoscere che l’amore
non dovrebbe farti camminare sulle uova. È un percorso fatto di piccoli gesti: un messaggio che non
rispondi, un confine che difendi, un’amica che chiami dopo mesi.
E un giorno ti accorgi che quella stanchezza addosso non è più paura: è libertà che fa spazio.
Capisci che non serve vincere su di lui, ma
tornare dalla tua parte
.
Amarsi, dopo certi amori, è un atto rivoluzionario: significa rimettere le radici dove prima c’era
solo terreno instabile.
Questo mese ho scritto due articoli sul mio blog proprio su questo argomento. Li trovi qui:
Come riconoscere un narcisista (e proteggere la tua autostima)
Come lasciare un narcisista senza ricaderci
Oppure puoi
prenotare una call gratuita di 30 minuti con me
, nella quale mi potrai parlare della
tua situazione e capire insieme se posso esserti d’aiuto.