Archivio di Stato di Parma
La “Gran Giustizia” del 1612. Streghe, malefici,
congiure e confische nella Parma di Ranuccio I Farnese
La “gran giustizia” di Ranuccio I, a fronte dell’evidente consolidamento dello Stato Farnesiano e dell’arricchimento delle finanze ducali, lascia irrisolto l’arduo dilemma: “fu vera congiura?”. I documenti narrano degli accadimenti, dei fatti, in attesa che una approfondita lettura critica restituisca l’evento alla storia, se possibile, nella sua autenticità. 
impadronirsi del ducato. Nelle bacheche dell’Archivio di Stato vedremo quindi i manoscritti con decreti e mandati di perquisizione contro donne accusate di stregoneria, incipit di un’inchiesta cavillosa che portò alla scoperta delle perversioni private di alcuni nobilotti locali e in seconda battuta della trama contro il duca; le carte degli interrogatori, condite da un utilizzo senza scrupoli della tortura, le cui le tecniche, qui illustrate da immagini, spesso valicavano i limiti della giustizia; le direttive impartite al giudice Piosasco dal braccio destro di Ranuccio, il mefistofelico Bartolomeo Riva; le confessioni smozzicate sulle quali si appoggiava un’accusa che portò alla estreme conseguenze l’interpretazione della classica «lesa maestà», sotto la quale XVI e XVII secolo furono soliti ricondurre una pletora
di reati a tutela dei prìncipi.
Parma, Archivio di Stato di Parma
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